D.MILANI 6

Esistono periodi storici che, quasi incuranti del passare del tempo, restano impressi nella memoria e nel cuore di chi li ha vissuti. Uno di questi sono senza dubbio gli anni ’80, anni che quando ne parliamo descriviamo (non a caso) ancora oggi come “mitici”.

Lo sa bene Donatella Milani, che a Sanremo 1983 si classificò seconda con “Volevo dirti”, un brano che ancora la gente continua ad amare e cantare.

Negli anni delle giacche sgargianti, dei fuseaux (eh sì, una volta non si chiamavano ancora “leggings”), dei colori accesi, degli scaldamuscoli, dei polsini, Donatella Milani arrivò a Sanremo con una tuta colorata cucita dalla mamma (che aveva una sartoria), dettando pure moda. Tre anni prima, con l’ex fidanzato Pupo, aveva già portato al successo il brano ”Su di noi”.

Una grande occasione come autrice arriva poi nel 1993, quando Caterina Caselli la vuole alla Sugar assegnandole il progetto Gerardina Trovato per la quale Donatella Milani scriverà, fra le altre, ”Ma non ho più la mia città”. L’abbiamo vista recentemente nel talent «Ora o mai più», dove si è resa protagonista di una lite mediatica con la Rettore. Nel mezzo una scuola di canto nel suo Valdarno e la voglia di tornare a scrivere canzoni, come dimostra la recente uscita del suo ultimo pezzo “Non gridare”.

Donatella, in merito ad “Ora mai più”: eri in gara già l’anno scorso. Poi hai dovuto rinunciare…

“Mi sono dovuta ritirare perché mia mamma era in fin di vita. Io non ho mai conosciuto mio padre, e con mia madre Lina ho vissuto un rapporto totale, quasi simbiotico. La sua perdita per me è stata devastante”.

Ti è mancata una figura maschile vicina?

“In realtà una figura molto vicina a quello che si può definire padre io l’ho avuta, solo che mi è stata portata via troppo presto. Giovanni, il marito di mia madre, un uomo bellissimo e una stupenda persona. Fu il primo a credere in me, mi fece iscrivere alle lezioni di pianoforte e successivamente allo Zecchino d’Oro. Purtroppo il destino me l’ha portato via presto, abbiamo passato solo cinque anni insieme. Giovanni faceva il costruttore e viaggiava molto. Durante uno di questi viaggi morì in un incidente d’auto. Aveva solo 31 anni”.

Tutto questo dolore sei riuscita a trasformarlo in energia, che ti ha aiutato nella tua carriera…

“Sicuramente. Quanta gavetta e concorsi canori fatti ovunque. Quando non avevo chi mi accompagnava andavo in motorino nelle piazze per esibirmi. Ed arrivare a calcare il palco dell’Ariston a soli 19 anni è stata la dimostrazione che tutto questo impegno valeva la pena profonderlo. Una canzone bella e una ragazzina grintosa, che ebbe il coraggio di presentarsi indossando delle tute ginniche. Volevo dirti è una canzone che è rimasta nel cuore del pubblico”.

Dopo Sanremo molti anni come autrice di canzoni di successo. Ma anche negli anni in cui sei “sparita” dalle scene non hai mai abbandonato la musica, vero?

“La musica è la mia unica, vera compagna di vita, non potrei mai abbandonarla. A Montevarchi dirigo la mia scuola di canto, dove amo trasferire la mia passione per la musica, ma anche l’umiltà e la determinazione ai miei allievi”.

Con “Ora o mai più” hai avuto una bella risonanza mediatica anche per lo “scontro” con la Rettore. Come commenti il tuo sfogo?

“Ho avuto uno sfogo di frustrazione. Sfido chiunque a non aver mai avuto un momento in cui saltano i nervi e del quale poi ci pentiamo. Erano giorni in cui vedevo i miei colleghi provare costantemente, andare addirittura in sala di incisione a fare le prove. A me è stata data la possibilità di provare al massimo per 15/20 minuti. Una volta in onda mi sono vista piovere addosso critiche su critiche, e sono “scoppiata”.

Sapevi di essere ripresa dalle telecamere però…

“In realtà no, nessuno mi ha chiesto il consenso. Mi sono accorta io di essere ripresa da una persona dello staff con il cellulare, ho anche chiesto che non venisse mandato in onda niente e sono stata rassicurata in tal senso. E invece… sono stata lesa. Tengo a precisare che ho una grande stima della Rettore come artista, ma le sue canzoni sono “sue”, riflettono al 100% il suo stile e la sua personalità così estrosa. Sono pezzi cuciti addosso a lei ed è difficile per un altro artista, soprattutto per una cantante più melodica come me, riuscire a interpretarli al meglio”.

Tutto è bene quel che finisce bene però…

“Esattamente. La polemica con la Rettore è chiusa. Ci siamo abbracciate e commosse, è stato un momento molto vero e toccante. Tengo a precisare che anche il pubblico mi ha premiata, facendomi arrivare seconda. Questo è significativo del fatto che forse le persone a casa hanno capito che non sono una stratega, e che il mio è stato solo lo sfogo momentaneo di una persona vera e “sanguigna”, che poi si è dimostrata sinceramente pentita”.

Sei tornata davvero. Lo dimostra anche il tuo inedito “Non gridare” . Progetti per il futuro?

“Adesso vivo molto il presente. Il mio ultimo brano ha un testo bello e importante e sto per iniziare il mio periodo di tour e concerti. Non penso a ciò che potrebbe essere il futuro, penso a cosa sto facendo nel presente. Il mio essere una persona obiettiva mi porta a fare le cose con calma. Posso dire che mi reputo molto fortunata in quanto ancora oggi a distanza di anni, riesco a fare il lavoro che amo”

Quando inizia il tuo tour?

Venerdì 22 marzo al Caffè Paradiso di Terranuova Bracciolini, data che ha già registrato un sold out e che sicuramente verrà replicata a breve. Sarà un tour con delle scalette diverse dal solito, probabilmente sentirete anche qualche pezzo della Rettore. Nel mio sito ufficiale e sui profili social troverete tutte le mie news aggiornate”.

Un’ultima domanda? Parteciperesti a un reality?

“Sicuramente più all’Isola dei Famosi che al Grande Fratello. Sto vivendo un periodo molto salutista, l’Isola mi aiuterebbe anche a depurarmi e sentirmi in forma!”

 

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