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Pitigliano, la piccola Gerusalemme, un antico centro etrusco ricco di necropoli e di insediamenti scavati nel tufo.


Situata nella provincia di Grosseto, nell’estremo sud della Toscana, al confine con il Lazio, in una zona collinare, è una città che grazie alla bellezza del suo centro storico ha ottenuto un posto nella lista dei borghi più belli d’Italia.

Pitigliano: un po’ di storia

Abitata fin dall’età del bronzo, e insediata dagli etruschi, a testimonianza le mura ritrovate nel quartiere di Capisotto, grazie ai quali nacquero i primi insediamenti scavati nel tufo; venne menzionata per la prima volta si suppone nel 1061, quando Papa Niccolò II la inserì in una bolla papale.

Nel 1293, Anastasia, figlia della contessa Margherita Aldobransdeschi, sposò Romano Orsini trasportando così a Pitigliano la propria contea e governando per secoli, per poi passare ai Medici e nel 1604 essere annessa al Granducato di Toscana. Fu nel 1737, quando passò ai Lorena, che la città iniziò una lenta ripresa economica e culturale.

Pitigliano: le case scavate nel tufo

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Pitigliano ha mantenuto negli anni tutta la sua bellezza, infatti salendo dalla strada del mare, è possibile vedere le case che sporgono da un grande sperone di tufo, e che cadono a strapiombo, regalandoci così uno scenario suggestivo.

Le case sono costruite sul filo della rupe, quest’ultima circondata su tre lati da burroni. Passeggiando fra vicoli e stradine, passando per piccole scalinate è possibile attraversare l’intero centro storico per poi arrivare al maestoso acquedotto, costruito tra il 1636 ed il 1639 e formato da ben quindici archi.  La cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, duomo di Pitigliano, è stata edificata in epoca medievale ed è in stile barocco, essa è il principale luogo di culto della città stessa; anche se Pitigliano è ricca di luoghi religiosi tra cui la Chiesa di Santa Maria Assunta, il Santuario della Madonna delle Grazie, l’Oratorio del Santissimo Crocifisso.

Pitigliano: percorsi etruschi

Nei dintorni della città ci possiamo imbattere in numerose “Vie Cave”, misteriosi percorsi etruschi scavati nel tufo. Nel 1569, dopo la definitiva espulsione degli ebrei dallo Stato Pontificio, molte famiglie trovarono asilo proprio a Pitigliano, dove formarono il proprio Ghetto entrando in sintonia con la popolazione della città, da quì deriva infatti il nome Piccola Gerusalemme; a testimonianza della loro presenza ancora oggi è possibile imbattersi nella sinagoga, nel forno delle azzime o nella tintoria.

Pitigliano: la Torciata di San Giuseppe

L’influenza della cultura ebraica la ritroviamo anche nella cucina pitiglianese: lo sfratto è il tradizionale dolce ebraico a forma di bastone con noci e miele e poi c’è il vino kaher, che viene ancora prodotto a Pitigliano secondo l’antica tecnica.

Uno spettacolo da non perdere è la Torciata di San Giuseppe che si svolge nella notte del 19 marzo, quando circa quaranta uomini incappucciati con un saio, illuminano la notte con il fuoco delle torce che portano sulle spalle, arrivano in paese dalla vallata sottostante e danno fuoco ad un grande pupazzo di canne che simboleggia la fine dell’inverno; alla fine del rito si raccolgono le ceneri come segno di buon auspicio.

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